EasyIdee

Sport Business Solutions

LE IDEE PER I CLUB

SOMMARIO

  • L’economia domestica. Ovvero la gestione economica reale di un club. Leggi di più.
  • Merchandising. Le associazioni sportive possono contare su un bacino di “clienti” fidelizzati: i tifosi. Essi sono un target interessante per un ventaglio ampio di prodotti con il proprio brand. Leggi di più
  • Canale telematico. Un sito web esclusivamente dedicato alla visione degli allenamenti e delle partite del club. Un modo innovativo per sopperire all’assenza dei diritti televisivi, fidelizzando gli sponsor già esistenti e trovandone di nuovi. Leggi di più
  • Marketing. Organizzare eventi ed attività all’interno del centro sportivo. All’attenzione di alcuni club portiamo diverse soluzioni. Leggi di più
  • Fotovoltaico. I centri sportivi e gli stadi hanno aree predisposte alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Leggi di più.
  • Modello Ajax. I club dilettantistici possono diventare realtà eccezionali nel settore giovanile se applicassero un modello speculare alla squadra di calcio olandese. Leggi di più
  • Area Fitness. Ottimizzare lo spazio a disposizione per realizzare altre attività. Leggi di più
  • Categorie di tifosi. Prevedere iniziative per le due diverse categorie di tifosi. Leggi di più
  • La sostenibilità commerciale del club. Idee per realizzare business con il club. Leggi di più
  • Partnership con Easyfootball. Creare collaborazioni proficue. Leggi di più

  • Progetto Sportivo di Easyfootball. Far crescere il settore giovanile e valorizzazione dei calciatori di Prima squadra per il mercato. Leggi di più

  • Azionariato Popolare. Siti Web dedicati alle iniziative di azionariato popolare per i club. Altre info su questo argomento le puoi trovare alla pagina Finanza AlternativaLeggi di più

  • Settori dedicati ai tifosi. Il club potrebbe dedicare determinati settori dello stadio a determinate categorie di tifosi. Leggi di più

                                               L’INTERVISTA

  

Economia domestica o gestione reale dei club di calcio.

La prima area di competenza su cui lavoriamo è l’abbattimento dei costi. La tabella di seguito mette in evidenza alcune voci di bilancio dove andiamo a lavorare.

Veicoli sociali (1 pulmino, carburante, assicurazione e bollo) 
Trasferte e pranzi sociali 
Cancelleria e materiale d’ufficio 
Assicurazione impianto sportivo 
Kit sportivo 
Lavanderia 
Spese utenze energetiche (Diesel, Gas, Acqua, Energia Elettrica) 
Telefonia, fax, mobili, internet 
Manutenzione ordinaria e straordinaria 

Il nostro staff cerca le soluzioni commerciali migliori per queste prime voci di spesa. Inoltre

è disponile ad incontrare il management del club per capire insieme altri settori d’attività dove è possibile risparmiare.

La seconda area di competenza è, come alle origine del progetto Easyfootball, l’aumento di ricavi attraverso le idee esposte all’inizio.

Infine Easyfootball, può offrire soluzioni finanziarie personalizzate per i club al fine di avere:

  • Liquidità;

  • Una diversa ripartizione dei debiti pregressi.

  • Contatti con istituti di credito.

Per maggiori informazioni contattaci: info@easyfootball.it

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MERCHANDISING

 

 I club di calcio possono contare su un bacino importante di utenti: i tifosi. Diventa quindi fondamentale impiegare il marchio della squadra su determinate linee di prodotti. Questo sistema, chiamato in gergo merchandising, non è nuovo ed è adottato da quasi tutte le grandi squadre. Alcune di esse hanno applicato il loro marchio su un vastissimo ventaglio di prodotti: dalla cover del cellulare all’orologio da polso, dai capi d’abbigliamento agli oggetti per la casa, dai profumi al vino da tavola.

Tutti i club, anche quelli che non militano in serie A, possono potenzialmente applicare il merchandising. Anche i club di Serie D, unica serie dilettantistica a livello nazionale, hanno molto spesso come target un numero considerevole di supporters. I tifosi, comunque, non sono l’unico target a cui rivolgersi. Allargando il ventaglio dei prodotti, in altre parole non vendendo esclusivamente abbigliamento sportivo, i club possono rivolgere l’attenzione anche al di fuori della tifoseria ma sempre nel contesto comunale o provinciale.

Come sviluppare questo business? I sistemi sono principalmente due.

  1. Sottoscrivere un contratto di collaborazione con aziende che già producono i prodotti su cui si vuole applicare il marchio. In tal caso è possibile stabilire una percentuale che il club riceve ogni volta che un prodotto viene venduto (ad esempio, il 20% per ogni prodotto venduto). A questa azienda viene affidata la gestione totale della filiera, dall’etichettatura alla distribuzione.

  2. Sviluppare un apposito reparto all’interno del management (reparto merchandising) che si occupa a 360° della gestione dell’attività. Stabilire le linee di prodotti, coordinare i fornitori, individuare i canali di vendita, fidelizzare i clienti per acquisti successivi.

Ad inizio anno scolastico Difficile consigliare l’uno o l’altro, ciascun sistema presenta pro e contro. Inoltre, ogni caso prescinde dagli altri, e dipende da molteplici fattori: serie del campionato, numero medio di tifosi, densità demografica del Comune o della Provincia…

Fermo restando l’assoluta validità di quanto sopra illustrato consentiteci di affermare che molto spesso è sufficiente applicare delle idee. Ci riferiamo alla possibilità di corsi presso le scuole elementari e medie di quartiere sui valori dello sport per promuovere presso le famiglie il proprio club , il marchio ed infine i propri gadget (cfr zaini, cartelle, quaderno con il logo del club) con un riflesso positivo anche sulle possibili nuove iscrizioni alla scuola calcio. Tutto ciò con allo scopo principale di creare una comunità di persone intorno al club; quelli che nel linguaggio moderno dei social network si definiscono i “followers” mentre nel calcio più semplicemente sono i tifosi o i fan !

Genitori che iscrivono il proprio figlio alla pratica di uno sport diventano appassionati disposti a fornire il proprio contributo e sostegno alla vita stessa del club !

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CANALE TELEMATICO

 

 I diritti televisivi del calcio italiano sono in certi casi una miniera d’oro. La contesa dei diritti calcistici televisivi per il campionato e le altre manifestazioni, come la Coppa Italia, porta le grandi aziende ad offrire cifre da capogiro ai club di calcio.

Non tutte le serie possono beneficiare dei diritti televisivi. Infatti, man mano che si scende di serie (Serie A, Serie B, LegaPro) i diritti televisivi si assottigliano sempre di più fino a scomparire (dalla Serie D in giù). Ecco perché i bilanci delle squadre di Serie D, per non parlare delle serie minori, sono molto spesso in passivo.

 

Lo staff di Easyfootball opera in una visione sostenibile dei club di calcio, proponendo idee per aumentare i ricavi (marketing e merchandising) oppure per abbattere i costi (fotovoltaico). Tuttavia, sulla base di due considerazioni.

  1. Nulla vieta, grazie alla tecnologia moderna, di porre in essere un sistema di diritti televisivi per le serie minori.

  2. La divulgazione telematica di match di serie minori potrebbe portare discreti ricavi.

 

Lo staff di Easyfootball sta studiando una possibile soluzione.

 

  • Un canale telematico dedicato per un club dove trasmettere le partite e gli allenamenti, disponibili su internet oppure attraverso reti televisive locali. La trasmissione è possibile dopo aver cablato il campo con alcuni sofisticati macchinari oppure con la presenza di una troupe locale durante gli eventi principali.

 

Per discutere di questa possibilità e per una precisa analisi ricavi/costi, potete raggiungerci alla seguente casella di posta elettronica: info@easyfootball.it

 

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MARKETING

Navigando su internet è sorprendente vedere che molte squadre di calcio non hanno ancora un sito web. La mancanza di un sito web si riscontra soprattutto nelle serie minori.

Ma perché diamo risalto ad un sito web? Sintetizziamo quattro ragioni principali.

  1. Internet ormai è alla portata di tutti ed è il principale canale per reperire informazioni. Così, se vogliamo essere aggiornati sulle novità della nostra squadra del cuore o la squadra del nostro quartiere, la prima cosa che facciamo è cercare proprio su internet.

  2. Un sito web, opportunamente organizzato, permette di creare un forte legame tra la squadra e la tifoseria, una community in altre parole. Infatti, attraverso il sito web è possibile aggiornare quasi istantaneamente i propri tifosi di tutte le iniziative in corso ed inviando una newsletter settimanale con il match programme della partita ed altre ulteriori iniziative utili alla comunità dei fans intorno al club.

  3. La vendita di banner pubblicitari all’interno del sito può diventare una discreta fonte di reddito.

  4. La vendita di gadget, servizi (come la scuola calcio) e prodotti con il marchio della squadra può ricevere un impulso decisivo se promossa attraverso il sito web.

L’errore che spesso si commette è quello di minimizzare il numero di followers (tanto per rimanere in tema e usare un termine molto in voga su internet). Magari ci si basa sul numero di abbonati, generalmente sempre più basso man man che si scende di serie, e si pensa di non avere un grande seguito.

Al contrario, anche squadre di calcio circoscritte in aree relativamente piccole possono avere un seguito notevole tra tifosi, fan, residenti intorno al centro sportivo, amici e parenti dei giocatori e via discorrendo…

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 FOTOVOLTAICO

Partiamo dallo stadio.

La maggior parte degli stadi di calcio presenta la peculiarità di avere una copertura superiore (o tetto) completa. Di conseguenza, si possono considerare spazi ideali: il tetto a falde (o spiovente) degli spalti (se presente), il parcheggio adiacente lo stadio (se presente), terreni incolti facenti parte dell’area dello stadio (se presenti).

Centro sportivo.

I centri sportivi sono, nella stragrande maggioranza dei casi, in aree aperte ed estese. Partiamo dal presupposto (ma dovremmo fare un sopralluogo obbligatoriamente) che ci sono tanti spazi dove installare pannelli fotovoltaici.

Con un impianto fotovoltaico si possono raggiungere, a seconda dello spazio a disposizione, tre target.

  1. Il fabbisogno energetico è parzialmente coperto -> Risparmio

.

  1. Il fabbisogno energetico è completamente coperto -> Flusso di cassa passivo.

  1. Flusso di cassa passivo e attivo -> Un surplus è rivenduto al GSE

Difficile stabilire un target tra questi tre per il nostro caso studio poiché stiamo analizzando una voce di spesa – il costo della bolletta energetica – molto variabile. Se lo stadio fosse usato anche per allenamenti sportivi della squadra in assenza di un centro sportivo, oppure fosse utilizzato anche da altre scuole calcio, la domanda di energia potrebbe essere molto alta. Nel caso in cui, invece, lo stadio fosse utilizzato solo per le partite di campionato allora ci sarebbe sicuramente un surplus.

Per impianti industriali di grandi dimensioni, spesso si opta per un processo suddiviso nei coincidenti primi due anni.

  • Primo anno: si realizza un impianto per coprire parzialmente o totalmente il fabbisogno.

  • Secondo anno: se si possono ricavare altri mq, si amplia l’impianto per avere un surplus da rivendere attraverso il GSE.

Il GSE, menzionato nella prima slide e ora, è un ente dello Stato che si occupa del ritiro dedicato dell’energia in surplus ad un prezzo minimo garantito, il quale varia ogni anno in linea con i prezzi di mercato e varia di zona in zona.

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MODELLO AJAX

Non è un segreto per nessuno che molte squadre di calcio di serie minori hanno trascurato il settore delle giovanili, in certi casi smantellandolo del tutto, nonostante le grandi capacità di alcuni dirigenti.

La colpa va attribuita, guarda caso, alle magre finanze dei club.

  • Dove applicare tagli?

  • Conviene finanziare un settore come quello delle giovanili dove i costi sono di gran lunga maggiori, almeno in fase iniziale, dei ricavi?

  • Le risorse risparmiate potrebbero essere dirottate direttamente sulla prima squadra, migliorando la rosa?

Domande legittime queste, ma che non tengono in considerazione i risultati che possono dare le giovanili in un arco temporale che va oltre una singola stagione calcistica. Senza entrare troppo nel merito di casi eccezionali, come la Cantera del Barcellona, ci sono tante squadre di calcio italiane dove il settore delle giovanili è un bacino di futuri campioni.

Mettiamo da parte l’analisi tecnica delle giovanili e occupiamoci della parte economica.

Come finanziare il settore?

Delle diverse soluzioni proposte, lo staff di Easyfootball vuole focalizzare l’attenzione sull’azionariato popolare. Sempre più di frequente associazioni di tifosi si costituiscono per acquistare quote della propria squadra.

Perché non affidare a loro la gestione del settore giovanile? La Fondazione Taras 706 a.C. (Taranto, Serie D) si occupa – fra le altre cose – della gestione delle giovanili, e per la stagione 2013/2014 ha fatto un aumento di capitale per contenere l’investimento preventivato di 85.000 €.

  1. Organizzare un’assemblea con i cittadini – tifosi e non – del proprio Comune è un’idea che il management della squadra potrebbe organizzare molto rapidamente.

  2. Dare impulso alla formazione di fan club, se già non esistono, è una seconda idea per cominciare a parlare di azionariato popolare a cui affidare il settore delle giovanili.

 

AREA FITNESS

Sono sempre di più i centri sportivi che cercano di ottimizzare lo spazio a disposizione per realizzare altre attività. Ma la domanda ricorrente è: quale progetto è sostenibile e compatibile con il centro sportivo una volta ottimizzato lo spazio?

Tra le varie iniziative che lo staff di Easyfootball propone e segue dall’inizio alla fine, oggi vogliamo parlare di una splendida iniziativa utile tanto per i giocatori quanto per gli altri: l’area fitness. In altre parole, una palestra con personal trainer e staff.

Alcuni club già dispongono di un’area fitness interna al club per il perfezionamento degli allenamenti, mentre altri club non avevano pensato di ottimizzare lo spazio. Ai primi consigliamo di aprire anche ad altri l’area fitness, magari anche solo ai tifosi per creare quella community che funziona molto bene all’estero. Si potrebbero prevedere anche dei giorni particolari in cui l’area fitness è aperta al pubblico…

Questo articolo, più che altro, si rivolge ai secondi, cioè a tutti quei centri sportivi che devono ancora ottimizzare il proprio spazio. E se questo articolo stimolerà i dirigenti sportivi a prendere in considerazione l’iniziativa, anche senza avvalersi dei servizi del nostro staff, siamo ugualmente soddisfatti!

Il problema delle autorizzazioni si pone fino ad un certo punto. Non vogliamo certo asserire che non siano necessarie, ma unn centro sportivo dovrebbe essere già in linea con determinate autorizzazioni e quindi basterebbe attivare l’amministrazione comunale per richiedere le dovute e mancanti certificazioni. Il problema maggiore potrebbe essere l’investimento iniziale, l’acquisto di macchinari, a cui si aggiunge il bilanciamento nel corse del tempo costi/ricavi.

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 CATEGORIE DI TIFOSI

 I tifosi si dividono in due categorie:

  1. Gruppi di tifosi;

  2. Tifosi singoli.

Il reparto marketing del club dovrebbe prevedere iniziative separate per entrambe le categoria. Alcune di queste iniziative commerciali potrebbero anche coincidere sia per l’una sia per l’altra, però in linea di principio quello che possiamo offrire al singolo tifoso differisce da quello che possiamo offrire al gruppo.

Elenchiamo solo una parte delle idee di marketing che lo staff di Easyfootball può implementare. Non ci soffermiamo a fare una distinzione netta tra le due categorie. Lasciamo al lettore e rimandiamo a separati colloqui un’attenta valutazione.

  • Servizi di trasporto a tariffe agevolate per le partite in casa e le trasferte.

  • Un magazine online (non necessariamente iscritto come testata giornalistica presso il tribunale) dove la tifoseria può essere sempre aggiornata sulla squadra.

  • Account sui social network per avere un filo diretto con la tifoseria.

  • Formazione di gruppi d’acquisto per ottenere prodotti a prezzi agevolati.

  • Organizzazione di tornei amatoriali di squadre organizzate tra gli stessi tifosi, con la partecipazione straordinaria della squadra del club per sfidare la vincente del torneo.

  • Organizzazione e – in certi casi – finanziamento per la costituzione di fan club

  • Assemblee mirate per discutere di azionariato popolare. Non è affatto da sottovalutare l’azionariato popolare. Ci sono casi in cui l’azionariato popolare ha contribuito economicamente. Per esempio, a Taranto l’azionariato popolare si è dimostrato all’altezza del compito organizzando un aumento di capitale per finanziare le giovanili.

  • Fidelity card che attribuisce sconti presso attività affiliate.

  • Stage formativi all’interno del club. A seguito di una indagine di mercato è emerso che l’80% dei tifosi vorrebbe lavorare per la squadra di cui è tifosi. Il management del club potrebbe organizzare – in maniera imparziale- stage formativi per singoli tifosi.

Queste sono alcune delle idee che il club può porre in essere sia per il singolo tifosi sia per un gruppo di tifosi

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 SOSTENIBILITA’ COMMERCIALE

 La sostenibilità commerciale, diversamente da quanto ancora si pensa, può prescindere dall’intervento di un grande imprenditore come presidente. I club possono porre in essere iniziative per ottenere una propria “indipendenza” economica. Non ci dimentichiamo mai che i club possono contare su un bacino fidelizzato di potenziali clienti: i tifosi!

Una delle iniziative è rappresentata dalla presenza di strutture commerciali all’interno dello stadio. Sorgono immediatamente legittime perplessità sulla fattibilità di quanto appena affermato, non altro perché molti club non hanno uno stadio oppure quello di cui dispongono non è all’altezza del compito.

Un club non deve necessariamente sobbarcarsi tutta la spesa per la costruzione o l’ammodernamento di una struttura. Potrebbe, al contrario, appaltare i lavori di costruzione a qualche costruttore in cambio della concessione – totale o parziale – delle attività commerciali della medesima struttura.

In sintesi la gestione commerciale finanzia e remunera la gestione sportiva del club in scambio sinergico in termini di risorse ed attività.

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 PARTNERHIP CON EASYFOOTBALL

Le nostre proposte ai partner sono focalizzate su 6 punti.

  • Affiliazione. Con questo sistema viene riconosciuta una percentuale sulla base dei clienti che vengono indirizzati ai partner.

  • Sinergie tra gli staff. Con questo sistema si crea una reciproca collaborazione tra gli staff nel reciproco sviluppo delle attività.

  • Coworking nello sport. Creare un ambiente di lavoro condiviso per: A) Operatori dello sport, come ad esempio liberi professionisti; B) Coloro che vogliono lavorare nello sport, in particolare nel calcio, con le proprie attività. Progetto in attesa di adesioni.

Questi 3 punti possono rimanere separati o intrecciarsi, nel senso che le rispettive società possono decidere se portare avanti uno solo oppure tutti i punti.

  • Modello Red Bull. Questo punto permette l’inserimento nel mondo dello sport sulla base del modello Red Bull, la nota bevanda energetica i cui ricavi nello sport superano in certi casi quelli del core business. Come mostra un nostro articolo nella pagina consulenze, l’azienda austriaca ha saputo coniugare una politica di investimenti pubblicitari con l’inserimento diretto nel mondo dello sport. Lo staff di Easyfootball può supportare in molti modi le aziende che vogliono applicare questo modello.

  • EasyManagement. Start up della galassia di Easyfootball che sta per prendere una quota di un club di calcio di livello nazionale. Lo staff è alla ricerca di aziende che siano parte dell’indotto.

Infine.

  • Proposte dei partner. Come ultimo punto su cui fondare la partnership tra Easyfootball e i partner, lo staff anticipa di essere a completa disposizione per valutare ulteriori proposte della società partner.

 

 IL PROGETTO SPORTIVO

 Il progetto tecnico qui descritto nasce nel 2010 da un attento studio che abbiamo fatto osservando i vari metodi di allenamento che vengono svolti in Spagna, Olanda e Brasile, paesi in cui viene curata fin dai primi calci la tecnica individuale ed in cui ai giovani atleti vengono fatte svolgere esercitazioni su terreni di calcio a 5 e di beach soccer iniziando l’attività di calcio a 11 solo intorno ai 6 anni circa. Mentre per le formazioni under 18 e le prime squadre vengono svolte sedute di allenamento specifiche su un campo ridotto da calcio a 5, dividendo gli atleti per reparti. Questo giova ad ogni singolo atleta che continua ad allenare la propria tecnica individuale in modo che sia in grado di fare tutti i gesti tecnici che servono all’allenatore per poter utilizzare i vari schemi in campo e cambiare modulo durante la partita quando la stessa lo richieda. La parte atletica è svolta al 80% con il pallone.

Il suddetto metodo di allenamento è stato applicato con successo a giovani calciatori di 14 anni che nella stagione 2011/12 hanno partecipato ad un campionato regionale giovanissimi ed a vari tornei nazionali. I giovani atleti hanno mostrato notevoli miglioramenti individuali classificandosi al secondo posto in campionato e vincendo 5 tornei a livello regionale. In seguito è stato testato il metodo su calciatori adulti dai 18 ai 24 anni nella stagione 2012/13 ottenendo gli stessi risultati a livello individuale e migliorando notevolmente i risultati di squadra.

Dopo 4 anni di lavoro si è composto un nucleo di calciatori molto preparati nati dal 1990 al 2001 di tutte le nazionalità.

L’obiettivo tecnico

L’obiettivo tecnico principale riguarda la sfera educativa, ludico-sportiva e si propone di far giocare tutti i ragazzi, rispettando i loro tempi di crescita motoria e tecnica, evitando così la frustrazione dell’abbandono della pratica sportiva in giovane età. L’obiettivo è di far allenare i bambini dai 5 ai 12 anni in un campo di calcio a 5 e di beach soccer, in quanto il primo abitua i bambini al confronto uno contro uno, il secondo rinforza le caviglie, i piedi ed aiuta a trovare l’equilibrio. Dai 13 ai 14 anni l’obiettivo è inoltre di integrare il calcio al pallone. Al termine del periodo gli allenatori daranno la loro valutazione di idoneità ai ragazzi.

La fase successiva è di preparare i calciatori per la Prima squadra adattando le proprie caratteristiche tecniche al loro ruolo in campo variando tra le diverse esercitazioni. In questa fase specifica il risultato sportivo è in secondo privilegiando la padronanza del pallone ed una buona tecnica individuale.

La fase finale del metodo proposto -oltre a proseguire ad allenare la tecnica – riguarda l’impostazione di un sistema di gioco molto accurato con variazione dei vari ruoli per non dare punti di riferimento all’avversario e basando il gioco sul possesso palla con la ricerca della superiorità numerica in ogni parte del campo.

Realizzazione dell’obiettivo

Il progetto proposto ha 2 obiettivi:

  • La crescita del settore giovanile.

  • La valorizzazione dei calciatori di Prima squadra per il mercato.

Vantaggi per Partnership

  • Tecnici e istruttori in possesso di competenze specifiche.

  • Preparazione tecnica che mira ad una crescita del vivaio e «rivendita» dei calciatori migliori verso le serie maggiori;

  • Possibilità per gli sponsor di godere di adeguata visibilità mediante cartellonistica allo stadio, al campo di allenamento, sugli indumenti di gioco e via dicendo. Partecipazione a tornei ed eventi a livello nazionale.

Conclusioni

In conclusione, riteniamo che, come avviene già in molti ambiti della nostra società, le uniche vie di successo siano la cooperazione e la condivisione ed è questo il motivo per cui il nostro organigramma prevederà una divisione orizzontale degli incarichi. Il progetto presenta numerosi vantaggi.

Il nostro contributo è di :

  1. Mettere a disposizione le nostre conoscenze e competenze per l’organizzazione e l’adempimento di tutte le attività sportive ma anche amministrative e burocratiche (cfr. tesseramento giocatori, controllo delle visite mediche, gestione della segreteria sportiva, e del materiale, tecnico, rapporti con fornitori, rapporti con federazione e con altri club ,etc etc).

  2. Selezionare personale preparato e con esperienza,che provveda alla formazione degli istruttori e dei dirigenti anche avvalendoci di agenzie di consulenza tecnico-formativa. (cfr. IDEA SPORT MANAGEMENT)

  3. serietà, organizzazione e competitività a chi vuole continuare a livelli agonistici e l’opportunità di giocare a chi vuole continuare a fare attività fisico-ludica. I più bravi e preparati formeranno le squadre di eccellenza .

  4. l’intervento dei nostri tecnici nelle scuole, per attività specifiche di educazione motoria. Questa opportunità diventa interessante soprattutto per le scuole Primarie dove non è presente l’insegnante specialista di educazione motoria, ma anche per le Scuole Secondarie di Primo Grado dove le risorse a sostegno dell’attività sportiva sono notevolmente limitate, sia in termini di attrezzatura che di personale qualificato.

  5. nei mesi estivi si svolgeranno degli “stages” di quindici giorni, a pagamento, aperti a ragazzi extra-comunitari residenti all’estero, che vogliono approfittare di questa opportunità per poter usufruire dei nostri metodi di allenamento “esclusivi” per migliorare tecnicamente e tatticamente.

 

 AZIONARIATO POPOLARE: SITI WEB

Parte questo venerdì la rassegna mensile di questo Magazine dedicata ai siti web che trattano di azionariato popolare.

L’elenco seguente è stato tratto da internet oppure ci è stato segnalato.

Per segnalare altri siti web, è disponibile la seguente casella: info@easyfootball.it

Questa rassegna nasce anche con l’intento di entrare in contatto con dirigenti sportivi e altri che hanno alcune idee interessanti in merito all’azionariato popolare e vogliono rilasciare un’intervista. Sempre per loro è disponibile la casella di sopra.

Nel passare in rassegna la seguente lista vi sorprenderete di scoprire che l’azionariato popolare, di cui si parla ancora poco in Italia, si sta facendo strada anche tra le squadre professionistiche.

  1. Ancona. http://www.sosteniamolancona.it/

  1. Roma. http://www.myroma.it/

  1. Modena. http://www.coopmodenasportclub.it/

  1. Fasano. http://www.ilfasanosiamonoi.it/

  1. Taranto. http://www.fondazionetaras.it/tag/azionariato-popolare-taranto/

  1. Reggina. http://www.regginacalcio.com/news/item/3227-reggina-al-via-l-azionariato-popolare.htm

  2. Arezzo. http://www.usarezzo.it/orgoglio-amaranto/

  1. Parma. http://www.ilparmasiamonoi.org/

Ci sono anche decine di pagine Facebook per promuovere l’azionariato popolare in alcuni club. Lo staff, per non fare troppa confusione, ha indicato solo iniziative che sono rappresentate da un sito web.

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 SETTORI DEDICATI AI TIFOSI

 La domenica allo stadio con la famiglia! Sembra quasi una battuta quanto appena affermato. Eppure negli Stati Uniti e in altri Paesi europei, le famiglie allo stadio sono ordinaria amministrazione.

Il club potrebbe dedicare determinati settori dello stadio a determinate categorie di tifosi. Lo scopo è portare le persone allo stadio per vedere le partite!

Quello che spesso si dimentica è che il tifo è trasversale, coinvolgendo tutte le classi sociali e tutte le generazioni…

Portare le persona allo stadio non è sempre semplice, poiché fin troppe volte alcuni sono scoraggiati (brutta parola ma veritiera) a partecipare alle partite perché le circostanze non sono favorevoli. Il club ha il potere di sfatare questo tabù, a totale beneficio delle persone e delle casse dello stesso club.

Alcuni suggerimenti. Il club potrebbe riservare settori dello stadio.

  1. Famiglie.

  2. Persone diversamente abili e accompagnatori.

  3. Gruppi di tifosi che fanno parte dello stesso fan club.

  4. Persone che vanno allo stadio da sole. Strano a dirsi, ma spesso allo stadio si va vedere una partita da soli e, non riuscendo a parlare con nessuno, ci si allontana da soli. Il che è anche scoraggiante per alcuni. Quindi il club potrebbe riservare (magari fino a pochi minuti dalla fine) un settore per singoli tifosi che vanno allo stadio.

 

 

 

Questa domenica intervistiamo…



Fabio Marangon dirigente del ASD Turano Calcio

  1. Fabio, ci descrivi in poche righe come e quando nasce il tuo impegno nel Turano?

– L’impegno con il Turanocalcio nasce nella stagione 2009-2010 quando a seguito di divergenze interne del Direttivo la scuola calcio si ritrovo’ a settembre con soli 30 bimbi .In quel periodo io ero un semplice genitore appassionato di calcio abitante a due km dal campo sportivo e vedendo che le cose stavano andando allo sfascio decisi di dare una mano al Presidente rimasto ormai da solo,

per prima cosa creai un gruppo di amici paesani 5 persone anche loro appassionate come me dato che avevano i loro figli affiliati alla scuola calcio , il primo obbiettivo fu quello di riqualificare la struttura e con manodopera volontaria furono eliminate tutte quelle pertinenze formate da lamiere che deturbavano l’ambiente sportivo e creammo un piccolo punto ristoro di accoglienza per i genitori e questo fu il traino del passaparola della ripartenza del Turano calcio .

Nel 2010 ci fu l’affiliazione con l’AC Milan e questo fu il trampolino di lancio perche l’immagine nel giro di due anni cambio totalmente tant’e che a settembre si parti con 65 bimbi e nel giro di qualche anno toccammo quota 120 (stagione 2014-2015)

  1. Attualmente come è organizzato il club in termini organigramma societario , tecnico e di composizione delle squadre giovanili

Attualmente la Societa’ e’ composta da un Consiglio Direttivo di 7 persone (Presidente-Vice-Presidente,Segretario,Direttore Generale ,3 consiglieri ) creato nel 2013 a seguito delle dimissioni per motivi di salute del Presidente precedente ,lo Staff Tecnico e’ composto da 12 figure quali ( 1 Coordinatore Tecnico ,2 Educatrici Laureate in Scienze Motorie -7 Educatori Allenatori con brevetti Coni-Figc)

Il sottoscritto ricopre il ruolo di Direttore Generale

La Scuola Calcio arriva fino agli Esordienti B (anno 2004) perche’ le misure attuali del nostro campo (80×55) ci consentono di arrivare fino a quella categoria

Le altre squadre attuali sono :

Pulcini III° anno (2005) due squadre

Pulcini II° anno (2006) due squadre

Pulcini I° anno (2007) due squadre

Piccoli Amici II° anno (2008) due squdre

Piccoli Amici I°anno (2009-2010) due suadre

  1. Qualcuno dei giocatori del Turano è diventato professionista?

Attualmente abbiamo un atleta (classe 1998) partito da Turano nel 2009 ed ora veste la maglia della Primavera dell’Empoli Calcio , altri due mini atleti invece sono nelle giovanili dello Spezia Calcio

  1. La tua soddisfazione più grande finora ?

 La mia soddisfazione piu’ grande e’ quella di aver creato un gruppo di sportivi appassionati come me dove la gran voglia di fare ci ha portato a far parlare di noi in maniera positiva affiancando il nostro nome ad una societa’ cosi importante quale l’AC Milan . Siamo stati scelti non tanto per la struttura quanto per la fiducia dimostrata ai dirigenti dell’Accademy Milan durante gli incontri per gli accordi stipulati .

L’altra grande soddisfazione e’ che ogni giorno riceviamo consensi positivi dagli addetti ai lavori perche’ comunque abbiamo qualita’ in campo ma il consenso arriva anche dai genitori i quali sono a tutti gli effetti i veri promotori di marketing con il loro passaparola positivo

  1. Passando agli aspetti gestionali essendo la tua una realtà molto giovane e molto piccola riuscite a restare in equilibrio dal punto di vista economico ?

A suon di sacrifici riusciamo a mantenere un certo equilibrio economico ma lo sforzo e’ enorme perche’ le quote coprono parzialmente i rimborsi allenatori , i tornei estivi e invernali riescono a coprire le utenze e quel poco utile a disposizione lo utilizziamo per migliorare la struttura e gli sponsor con la crisi attuale son disposti sempre meno a erogare fondi ai fini sportivi e non abbiamo contributi dall’Amministrazione Comunale

  1. Ricevete un contributo dall’amministrazione comunale? Affitto campi, altre strutture, utenze ecc

Come ho anticipato nella risposta precedente non riceviamo nessun contributo dall’Amministrazione Comunale , in piu’ non essendo un campo sintetico gli affitti per altre societa’ vengono meno uin quanto le condizioni climatiche invernali a volte rendono il campo inagibile , le utenze sono tutte a nostro carico e persino la tassa sui rifiuti pur facendo da anni una raccolta differenziata .

Forse la nostra forza politica e’ ancora molto bassa !!!!

  1. Prospettive future del club?

Progetti ne abbiamo tanti ma uno in particolare lo stiamo preparando facendolo seguire da dei professionisti perche’ siamo in scadenza di convenzione e vogliamo fare aprire gli occhi alla nostra Amministrazione sulle potenzialita’ che potrebbe sfruttare nella struttura sportiva a soli due km dal centro citta’ .

L’altra prospettiva sara’ quella di valorizzare l’individualita’ del singolo atleta come stiamo facendo seguendo la programmazione fatta ad inizio stagione

  1. Da dirigente di un club dilettante suggeriresti di intraprendere quest’avventura di gestione di un club ?

Con la passione e la buona volonta’ si puo’ ottenere tutto , l’obbiettivo deve essere quello di crescere di giorno in giorno ovviamente per fare tutto cio’ ci vogliono le persone giuste al posto giusto .Allo stato attuale non possiamo pensare di farci ricchi con un piccolo club ,possiamo invece arricchirci di nuove esperienze che saranno valorizzate se supportate da risorse economiche importanti

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In esclusiva

10/12/2019 Oggi intervistiamo Silvio Mina - Agente Sportivo

Buongiorno Silvio, grazie di aver accettato l’intervista, ti faccio alcune domande che tutti i genitori vorrebbero fare in merito ai propri figli:

  1. Per un bambino che vuole iscriversi ad una scuola calcio, è meglio una grossa società o una piccola? R. Meglio una piccola o media società, per il semplice motivo che il bambino avrà meno pressioni.
  2. Cosa si osserva per valutare un bambino di 8/ 10 anni? R. La capacità di collaborazione del bambino con gli altri della squadra ma innanzitutto bisogna valutare la serietà dei genitori, che non siano fastidiosi nei confronti del club e che il bambino si diverta.
  3. Come è costituito il settore giovanile nelle società e su cosa bisogna migliorare? R. Il club italiani devono migliorare molto sulle strutture e che ogni club sia serio nei confronti dei ragazzi e delle famiglie. Siamo ancora molto indietro con il settore giovanile.
  4. Qual’è il giusto approccio da utilizzare secondo te per motivare un bambino all’impegno? R. Sono innanzitutto importanti l’educazione ed il rispetto, il bambino deve anche divertirsi dando i giusti stimoli che dovrebbe ricevere un bambino di quest’età.
  5. E’ giusto fornire aspettative ai genitori sul rendimento dei loro figli?R. I genitori devono stare  fuori dal rendimento di un ragazzo. Consiglio a tutti i genitori di lasciarli giocare tranquillamente, emergeranno in modo naturale e spontaneo!
  6. Come viene gestito il passaggio dei bambini fra le varie annate? R. Ogni ragazzo ha la sua categoria, se però un ragazzo viene ritenuto superiore tecnicamente , viene fatto giocare automaticamente alla categoria successiva.
  7. Come viene conciliato l’impegno sportivo con quello scolastico e dove si potrebbe migliorare? R. Risponderò con una storia vera, ho seguito un giocatore di 15 anni che Il Torino ha acquistato a Luglio. E’un fortissimo attaccante, giocava in una squadra dilettanti e la squadra superiore lo ha monitorato nel tempo e ha fatto un proposta al ragazzo ben definita: un contratto di 5 anni compreso vitto e alloggio per trasferirsi a Torino più il tutor didattico. Il Torino così ha fatto un vero e proprio investimento. Ogni club d’Italia dovrebbe quindi investire nei giovani ma non solo a parole ma con fatti e soldi veri e non millantati.